tanti auguri, eh?!

io non so bene cosa succede esattamente, però a questo punto dell’anno mi trovo sempre a fare i miei simpatici resoconti.

simpatici un paio di palle, esatto. l’anno scorso, quindi qualcosa tipo 3 post fa, mi lamentavo della situazione in cui mi trovavo e ora sono punto e daccapo. il mio futuro lo vedo in queste seguenti località:

  • auckland
  • madrid
  • toronto
  • forlì
  • milano
  • san francisco

so che almeno un nome sembra fuori posto ma vi assicuro che un po’ di tempo a “casa”, anche a casa dai miei, mi serve se torno in italia. si accettano suggerimenti.

io credo sia madonna cmq… ogni anno è sempre attorno al suo compleanno che succedono cose nefaste.

apfelstrudel

peter fox, bono

 

ricordo di aver scaricato l’album di peter fox qualche tempo fa, probabilmente in erasmus, quindi si parla di anni fa. merda. ora ho 26 anni. quando cazzo è successo?

cmq il punto non è questo. quando ho ascoltato alles neu me ne sono innamorato, pur non capendo una mazza di quello che usciva dalla sua bocca, essendo peraltro io interessato a quello che eventualmente ci può entrare. ecco. cioè, potrebbe recitare lorem ipsum in tutte le sue canzoni e io lo ascolterei ancora e fantasticherei di me e lui in una baita in montagna. lui in calzini bianchi. pizza, film, birra e rutto libero. perché peter fox secondo me è un bono come pochi altri. in più artista… cioè… mi son spiegato, no?

cmq, fantasie a parte, sono a pc, leggo, guardo, ascolto musica e parte alles neu per l’appunto e mi dico: “quando è stata l’ultima volta che hai ascoltato l’album per intero?”. boh.

belle canzoni (credo, non so il tedesco…), tranne un paio che ancora non so.

poi succede (e qui parte il tono serio).

parte la numero 7, ich steine, du steine. io ovviamene non capisco una mazza e sto leggendo altro cmq, quindi zero attenzione. però… però dopo un paio di minuti la melodia mi prende, gli archi, il gong, la voce un po’ mesta… e mi commuovo.

mi commuovo, ma tanto. resto lì, imbambolato, non sapendo il perché. e la ascolto di nuovo e l’effetto è amplificato perché adesso sto cercando di ascoltare cosa dice. sempre senza capire, certo, però son curioso. cerco su google la traduzione in inglese e capisco.

io credo che dentro di noi ci sia qualcosa di universale. tipo un riconoscitore di melodie tristi o allegre, e noi reagiamo di conseguenza. che vabbè è facile, no? mica serve un genio. però potrebbe  anche essere più complicato di così, tipo che in fondo siamo sempre uomini, ridiamo e piangiamo per le stesse cose e di conseguenza le capiamo negli altri se siamo disposti ad ascoltare. e così è successo per me stasera. io ‘sto peter l’ho capito e ho condiviso con lui dei momenti di intensa intimità attraverso la sua musica.

chiamatemi vecchia gattara pazza, però a me ‘ste cose fanno sorgere domande. e cmq stiam parlando di sentimenti, quindi non è che voi siete lì con le vostre prove pronte a dire che ho torto.

le cose sono vere quando ci crediamo. solo che a volte non basta crederci da soli, purtroppo.

 

torno subito

 

sì, ci sto mettendo più del solito.

sono nella fase in cui immagazzino e poi sparo tutto fuori alla velocità della luce. come dopo il pranzo di natale che tocca foderare il water di titanio nei giorni successivi.

sto divagando. quello che volevo dire è quanto segue: i politici che ancora oggi si insultano gridando “mascalzone” andrebbero puniti mettendoli con la bocca aperta sul marciapiede e via di calci sulla nuca. quanto li odio. quanto sono il simbolo dell’italia che marcisce da dentro. quanto mi danno la sensazione di unto sui capelli stampati in fronte e mutande coi frenotti.

oggi è la prima giornata senza sole dopo l’estate. non un raggio. in casa si gela e io sono indietro con i compiti che mi ero imposto di fare entro stasera. e sì, mi girano i coglioni a sentir parlare dell’italia e a sapere che la mia famiglia e i miei amici sono ancora costretti in quella prigione che stento a riconoscere come patria. patria un cazzo.

1280×800

se capite il titolo siete dei geni, e probabilmente capirete che non sono poi così originale.

cmq tutto questo per dirvi che ho desiderio di tornare  a scrivere. qui, sì. ho talmente tanta voglia di scrivere che, non so, mi scriverei una cartolina. e ho pure aperto 2 nuovi twitter che per ora tengo lontani da questo blog. mi spiace fare il cazzone e non mantenere le promesse tipo ma ovvioooo che vi terrò informati regolarmente!!! e invece fuffa!

voi che fate? qui è estate, ho fatto il primo bagno della stagione, il mio primo bagno nell’oceano pacifico e sto ancora cercando lavoro. la casa sta venendo bene: abbiamo la porta scorrevole interamente costruita a mano e dalla settimana scorsa abbiamo anche l’elettricità. sto diventando sempre più kiwi e per ora non sono shockato dalla cosa. ho un conto in banca (kiwibank, vi giuro che si chiama così), mi sto facendo degli amici e il mese scorso sono addirittura stato in campeggio, anzi consiglio a chiunque volessi farsi un’idea di come sono i neozelandesi deve andare a studiarli nel loro ambiente naturale: il campeggio! tendopoli, condomini, giardini curati… tutto questo e altre tantissime meravigliose fuffe in campeggio, non avete idea!

la settimana scorsa è stata la peggio per vari motivi, tra cui il lavoro che continua ad essere un sogno, la vita in campagna che mi sfinisce perché priva di stimoli, la relazione sempre sotto stress per i lavori al fienile e per la presenza del vdm™ che non smette di fracassare la minchia manco quando dorme. cmq divergenze e stress a parte stiamo costruendo davvero molto assieme e cerchiamo di concentrarci su quello; quando finalmente i lavori saranno finiti potremo viverci quelle piccole gioie della vita di coppia con una casa (e niente mutuo, olé!), e tutto sarà finalmente ridimensionato mentre sorseggeremo del buon rosso (rigorosamente importato) seduti ai piedi del letto guardando il panorama di campi sterminati e foresta tropicale mentre il sole tramonta sulla spiaggia dietro la collina di fianco a casa e dopo uno sguardo di intesa cominceremo a limonare pesantemente come due adolescenti a casa per il week end senza genitori.

ah, quante aspettative! ah, quanti ormoni che aspettano la rivincita!

ora mi sto preparando per andare in spiaggia perché qui, cari miei, è estate (ancora per poco pare…) e tocca di andare al mare a prendere un po’ di sole stesi sotto i 35 gradi facendo attenzione a non ustionarsi: qui il sole è più potente per via dello strato di ozono praticamente assente. si rischiano tumori alla pelle quotidianamente se non ci si mette la protezione 30 (che qui TUTTI mettono quando escono di casa).

sono le 11.24 di un normale sabato mattina estivo, i vicini tagliano l’erba, dalle casse dello stereo la musica si diffonde per tutta la casa trasportata da una leggera brezza, il sole splende, stamattina ho raccolto i pomodori in giardino, la doccia mi aspetta, non ho piani per stasera ma penso usciremo in città, sto bene.

il momento “invidia” è servito più a me che a voi immagino: mi piace ricordare che non tutto qui è difficile da affrontare e che non devo sempre lottare per ottenere cose che prima davo per scontate.

buona giornata, buona serata, uscite e bevetevi uno sbagliato alla mia, che qui non lo fanno.

mi mancate.

post interruptus

Immagine

lo so che non scrivo da un botto,

ma so anche che mi amate perché sono poco invasivo,

al contrario di quando faccio sesso.

qui le cose vanno bene, esco poco, costruisco molto e sono molto invasivo. più tardi provo a scrivere un post serio, per ora ho mail da scrivere, cv da aggiornare e tradurre, foto da cercare e rimettermi in pari con tutte quelle minchiate social che ho tralasciato in questo mese o poco più.

a proposito: da un mese la politica italiana mi fa ridere. prima mi faceva pena/schifo, ora almeno è di qualche utilità. qui mi han dato il visto fino all’anno prossimo e sto cercando lavoro, TUTTI sono gentili, i wc sono SEMPRE puliti,  il 50% della popolazione gira scalza DAPPERTUTTO e questa frase termina con una parola in MAIUSCOLO.

1 anno fa

1 anno fa ero a venezia a lavorare.

1 anno fa dovevo partire per parigi.

1 anno fa ho detto di no. indirettamente anche a parigi.

1 anno fa ho pensato “per lui ne vale la pena“.

1 anno fa ho ricevuto un sms da lui, dicendo che non ne valeva la pena.

1 anno fa ha detto di no.

1 anno fa ho scritto un sms con tutto l’odio che avevo dentro, senza poter piangere, senza poter parlare con qualcuno, senza poter smettere di lavorare.

1 anno fa questa settimana è stata una delle migliori e delle peggiori della mia vita.

1 anno fa era l’inizio dell’inizio.

quest’anno in questo periodo sto vivendo la fine dell’inizio. e l’ho realizzato solo ora.

‘o sapevate che tra tutti la nuova zelanda è il paese più lontano dall’italia? sapevatelo! sono davvero contento di tutto quello che è successo. proprio di tutto, perché senza quegli accadimenti ora non sarei qui a prepararmi per il più bel viaggio della mia vita. senza quel l’sms che manco i 14enni con disturbi del comportamento manderebbero ora non mi troverei a sospirare davanti alle foto del mio löf (no, non è il nome…). grazie a quello che è successo un anno fa ora sto cambiando completamente, mentre alcune delle persone che ho incontrato non hanno fatto altro che cambiare lavoro, ma non la posizione. sempre a 90°,  sempre per amore del soldo, sempre zitti, sempre nell’oscurità.

shame on you, shane on me.

agosto, paese mio ti disconosco

roundabout

al prossimo che mi dice

sa, siamo nella settimana di ferragosto…non può pretendere che [inserire prestazione a caso]“

giuro che rispondo con insulti.

che senso ha? perché siamo in un paese ancora schiavo della moda di passare i weekend in autostrada e il resto della settimana in spiaggia SOLO in queste due settimane? perché? perché le aziende, gli uffici, le industrie si ostinano a dare ferie SOLO  in queste due cazzo di settimane? cioè, non siamo mia più schiavi dei cicli produttivi che ci costringono a rispettare delle scadenze decise da tempistiche estranee alle nostre. perché invece di mandare in vacanza il branco di dipendenti non ne mandano in vacanza uno scaglione alla volta? vuoi mettere una produzione durante tutto l’anno? efficienza +2000%.

e invece vai alla motorizzazione e compili dei moduli nel giardinetto chiedendo informazioni all’impiegato che fa pausa paglia, che “tanto non c’è nessuno, me lo posso permettere“, scrivi mail alla segreteria e/o ai professori e sei costretto ad aspettare almeno due settimane per una risposta, se arriva. e una serie di altri aneddoti che potrete sicuramente prendere in prestito dal vostro vissuto delle ultime due settimane.

e poi anche tutti ‘sti “-8“, “domani ferie” etc… echissenefrega?!

capisco che ci sia voglia di staccare, ma cazzo non tutti in una volta. spalmatevi sul resto dell’anno. è semplice. chi lavora a ferragosto o capodanno o altri eventi simili si becca un 10% in più, gli straordinari, che ne so… caramelle, pompini, qualcosa!

è anche vero che ho una tendenza a procrastinare e rimandare tutto all’ultimo momento, che in questo caso ho cercato di arginare, ma cristodio se parto a metà settembre le cose dovrò farle per tempo (leggi da luglio in poi), e guarda caso da luglio in poi sono tutti in vacanza. merda!

tra un disguido e l’altro sono cmq riuscito a fare richiesta per la patente internazionale, che almeno quella… tanto poi so che alla prima rotonda mi schianterò e morirò in un frontale con una pecora. oggi pomeriggio vado al cts a chiedere per un’assicurazione sanitaria per il periodo del viaggio; ovviamente mi aspetto già pessime notizie, ma meglio stare sicuri, va’, “che è un attimo” diceva la nòns

partire è un po’ morire

non capisco perché

nel momento in cui avrei più bisognodi persone vicine,

tutti, tranne un paio di amici,

si allontanano e cominciano a rimuovermi dal quotidiano.

da quel quotidiano costruito assieme.

sono forse già partito per loro?

non sono più parte del quotidiano perché tanto tra poco parto

e non lo sarò mai più?

autodifesa? mi piacerebbe capire.

partire è un po’ morire. io sono già morto.

dad man walking

quando si dice “massimi sistemi”

topy

dicevo al sig. topy che nel precedente post l’ho citato ma non linkato. ora rimedio.

cmq si parlava di una paio di cose, quando…

topy: hai visto il video nuovo di mika?
io: un po’
io: ma poi mi ha stufato. e quindi ho smesso…
io: dopo circa 1 minuto
io: in cui, per inciso, non gli esce proprio niente dai boxer…

perché il caro sig. topy si era premurato di dirmi che nel video sopracitato si vedevano appunto uscire raggi laser dal pube di mika. ecco le importantissime conversazioni incentrate su argomenti strabordanti di auliche citazioni che intrattengo con gli amici…

tutto ciò era per recuperare la pesantezza del post precedente.

andate in pace.

habemus sensibilità. e habemus un dente in meno.

M

fécicela!

non è una parolaccia, mi stavo solo divertendo coi verbi. il punto è un altro cmq: operazione eseguita con successo. manca un dente, che è stato rimpiazzato da abbondanti punti. mercoledì li riconsegno tutti e ritiro il navigatore satellitare, come dal benzinaio.

come promesso rieccomi ad aggiornarvi su altri temi a voi sicuramente cari (vabbè…), quali M, la mia partenza e la mia famiglia degna di una puntata di psychoville. con ordine:

M:sono stato ai concerti di milano e udine. all’inizio doveva essere solo milano, ma a sorpresa il fidato topy mi invita a recarmi a sbafo pure al secondo concerto. sono andato alla fine, ça va sans dire. ma non prima di aver fatto la figa di legno per almeno 5 minuti… il concerto di milano è stato stupendo (andrebbe tutto maiuscolo, ma si sa che ho un’avversione per quella formattazione). stupendo stupendo stupendo! (meglio così?)

cmq madonnaccia (che come il culo ha la faccia) ha dato il meglio di sé, ha dato proprio tutto nonostante dei problemi con la voce (altri, oltre a quelli che ha di solito). ha detto di essere raffreddata e si è scusata, in compenso si è lasciata andare in confidenze sui figli, sul padre, sulla discendenza italiana (“thank god my father is italian“) e sul pubblico (“you’re a great audience“). cioè, cose dell’altro mondo. ad un certo punto pareva si volesse buttare tra il pubblico…

anzi, aspettate… l’ha fatto sul serio!!! cioè, cantava, e a un certo sparisce dalla mia vista (3°fila) e va tra il pubblico. sconcerto. tutti in visibilio, lei felice come una pasqua, una chiacchiera che manco dalla parrucchiera, un amore per il prossimo che manco madre teresa, una voce che manco… ehm… beh, una simpatia mai dimostrata prima! non ci si credeva, e invece è stato un concerto assurdo e trascinante fin dal primo minuto. lo stesso non si può dire della performance fatta con lo stampino di paul oakenfold, che se mandava una cassettina con le canzoni faceva prima e M si risparmiava di pagarlo. che diciamocelo: è pure inguardabile. mica come il ballerino biondo rasato, il mio nuovo ballerino preferito, anche prima di “culo“, il mio ballerino preferito dal confessions.

tornando al concerto, qualcuno di voi forse è stato a roma l’anno scorso e si ricorda di quanto la nostra vecchietta preferita si sbracciasse ad ogni pie’ sospinto per salutare il pubblico, ma quest’anno ha davvero superato sé stessa. e sto parlando anche di udine.

comincia il concerto con (solo) un’ora di ritardo. era in macchina che stava decidendo se annullare il concerto o meno. certo, le son morti due operai e ci siam rimasti tutti di merda, lei in primis, ma non puoi dire a 40.000 persone in attesa da ore che non te la senti e che possono tranquillamente tornare a casa, perché a casa te ce portano pure te, a pezzi, un pezzettino ognuno, a mo’ di souvenir. perciò non è stata cosa.

ha cominciato il concerto evidentemente scazzata e con la voglia di tornarsene a casa sua talmente veloce da non essere percepita da occhio umano. nonostante tutto questo è stato uno dei concerti più belli al mondo. giuro.

a metà circa, quando ha voluto ricordare appunto le due vittime che sono rimaste schiacciate dal palco che stavano costruendo a marsiglia (data successiva) è successo qualcosa che ha del miracoloso.

ora sappiamo tutti che madonnaccia sa fare solo una cosa peggio che cantare: recitare. è veramente pessima, anche se ricordo di aver pianto durante tutto “evita“. detto questo, a metà del concerto appunto, scoppia a piangere. silenzio nello stadio, a parte un paio di mentecatti/e che urlano il suo nome nel silenzio di tomba. 40.000 persone zitte che assistono alla fuoriuscita di lacrime da madonna. ok, ho un déja-vu religioso.

è stato un momento per me catartico. la conosco da quando avevo 11 anni circa e da allora lei è parte del mio quotidiano. quando vado ai suoi concerti il cerchio si chiude e tutto ha senso. lei è il motivo per cui riacquisto il sorriso quando sono in camera triste e ascolto una sua canzone che mi da la risposta al momento giusto, lei è il motivo per cui viaggio per l’italia facendomi kilometri e aspettando in fila sotto il sole per giorni. lei, quando si è messa a piangere, così, indifesa davanti a tutti, mi ha fatto piangere.

ho pianto perché ho capito che anche lei è una persona. le mie sono state lacrime di rispetto per la sua umanità che è fuoriuscita quasi senza controllo davanti alla sua nemesi: l’impossibilità di fare qualcosa per lei a cui tutto è concesso.  un conto è licenziare qualcuno, non muore mica, un altro conto è avere sulla coscienza qualcuno così, anche indirettamente.

spero che queste parole non sembrino lo sfogo di un invasato madonnaro che passa la sua vita sperando di incontrare in idolo così vicino e così lontano. spero si capisca che è la descrizione di un momento catartico in cui ho avuto le conferme che mi aspettavo da quel concerto. ho avuto la conferma che anche lei in fondo ha bisogno di uno sguardo amico, di un fazzoletto, del trucco che non cola, del bagno, di fare la cacca.  e io continuo ad aver bisogno di lei quando solo in camera mi chiedo cosa questa pazza che considero una presenza fissa nella mia vita farebbe se si trovasse nella mia situazione. alle volte ho pensato che certi consigli fossero inappropriati e inattuabili (“come on vogue” cioè… cosa volevi dirmi?), altre volte mi hanno aiutato ad aprire gli occhi su qualcosa che già sapevo, ma che è bene ricordare (“but in the process i forgot that i was special too“).

insomma, quella creaturina così lontana dall’umanità dell’andare a prendere il latte e mettere l’assorbente è in qualche modo l’unico retaggio di amore verso il prossimo che mi rimane. io voglio bene a molte persone, amo anche, ma del prossimo non me ne può proprio fregare un cazzo. non lo conosco il prossimo, chi è?

ecco, per me il prossimo è madonna. quella presenza un po’ vuota che ci sta di fronte ma che percepiamo come eterea e poco reale. e che durante quei pochi minuti si è manifestata in forma umana, forse anche scoreggiando dietro le quinte, forse lamentandosi per un’unghia rotta in macchina, ma pur sempre lì di fronte a me ad offrirsi come segno della sua stessa esistenza. io le ho proprio voluto bene, anche senza “conoscerla”.

anche per questo le ho voluto bene, oltre che per lo splendido concerto che ha montato (certo, niente a che vedere con i fasti del confessions). le canzoni si trovano in giro, lo sapete meglio di me, perciò tra tutto quello che pensavo di lasciarvi qui in coda al post ho scelto un video in cui si vede il sottoscritto, il sig. topy, madonnaccia e tutte le sue espressioni da arzilla vecchina che interagisce col pubblico di milano.

per gli altri update temo che dovrete aspettare il prossimo post, che questo è già molto più lungo del previsto, nel frattempo vi ringrazio tutti per essere arrivati fino a qui e scusate se come al solito non riesco a dare una conclusione decente a ciò che scrivo ;o)

la fatina dell’assenzio

è quello che mi servirà domani.

tra poche ore, alle 9 circa di domattina, cominceranno a sdraiarmi, drogarmi, sedarmi, anestetizzarmi, trapanarmi, estrarmi e ricucirmi. il tutto per un cazzo di dente del giudizio che ha deciso di rompere a ridosso della mia partenza.

serve un piccolo update, lo so. parto dalla bocca:

ho entrambi i denti del giudizio da estrarre, ed entrambi pare abbiano bucato i molari davanti, perciò l’operazione è urgente. come non bastasse uno dei due ha una radice che arriva al piano di sotto e si adagia delicatamente su un nervo. questa complicazione potrebbe darmi insensibilità alla parte sinistra della mascella per mesi se durante l’intervento il nervo venisse danneggiato.

il tutto non può inoltre essere eseguito in uno studio qualsiasi, perciò sarò steso su una poltrona di maxillofacciale in una clinica a bologna. con le dita infilate nei braccioli credo.

soffro terribilmente l’ansia pre-operazione, infatti dopo ogni intervento a cui mi sono sottoposto in anestesia locale sono svenuto poco dopo, nei corridoi dell’ospedale. imparando dagli errori però, ho già preso accordi col mio nuovo dentista preferito, A., supplicandolo di imbottirmi di tranquillanti. mi ha detto che non ci sono problemi a riguardo. l’ho subito amato.

quello che temo di più, oltre alla perdita di sensibilità di parte della bocca (che si sa, è sempre una risorsa…), è di andare in giro col viso sbilenco come gli spettatori di “the ring“:

paura!

cmq da domani avrò più tempo per stare in casa a riprendermi ed evitare il sole. penso che ne approfitterò per postare qualche altro articolo, così ritorno un po’ in su con la media dei post/mese. di 1, tipo… vabbè.

sarà il momento buono per aggiornarvi sulla mia partenza (settembre, c’è ancora tempo), sui concerti di M a milano e udine (come promesso a marcèlo), sulla mia vita affettiva…

tutti temi che interessano solo a me, lo so, ma di che altro posso parlare? se mi viene qualche ispirazione vi rendo partecipi, altrimenti vi fottete, il titolo di questo blog la dice lunga:

sono IO a valere, mica voi!

cerco l’uomo

via.

non cerco l’uomo nel senso zozzetto o amoroso. da quel punto di vista sono assolutamente soddisfatto.

cerco l’uomo come lo cercava diogene. intrappolato tra università, soldi, lavoro, aperitivi, amici di cui disfarsi, internet e tutto il resto mi sento altro da me stesso.

cerco l’uomo, cerco me stesso.

ho qualcuno che mi aiuta in questo viaggio, che come al solito non riesco ad intraprendere da solo, ma per far fruttare il mio lavoro personale temo di dover cambiare aria. a breve prenderò voli e conoscerò altre culture. e amerò.

mi spiace aver lasciato il blog in stato di abbandono ma ho dovuto concentrare gli sforzi su altri tipi di problemi decisamente più tangibili (leggi: denti da togliere, esami, viaggi, partenze, ritorni).

prima o poi questo diventerà un blog di viaggio fisico oltre che di viaggio mentale del sottoscritto. almeno spero, vista la mia scarsa costanza.

voi intanto uscite e godetevi il sole tra uno schermo e l’altro, un video, un treno, un lavoro, un esame o qualsiasi altra cosa. andate al parco, trovate l’amore e portatevelo a casa. e poi costruite assieme.

la positività attira altra positività mi dicono.

proviamoci.

ciao quattrogatti, alla prossima.

mara, me lo dai un aiutino?

cari quattrogatti,

è nel momento del bisogno che si distinguono i lettori dai lurker, giusto? o anche quando c’è da commentare, o da scaricare aggratis… cmq il punto è un altro.

il delizioso sig. perochan ha indetto un concorso tra blogger al quale sono stato candidato. ovviamente la simpatia e l’intelligenza non servono a una cippa, il vincitore verrà stabilito solo ed esclusivamente in base alle votazioni alle foto del suo trombi. io personalmente sto scattando un botto e mezzo di foto, nella vana speranza di spuntarla contro il mio attuale nemico: il lord col 41,2% dei voti, mica cazzi!). la pubblicità è l’anima del commercio, dicheno.

il lizza per il premio di topolone da trombi ci sono praticamente tutte le star della blogosfera:

bino

watkin

mulder77

oltre ai sopracitati.

io voglio vincere. quindi come al solito sapete tutti cosa fare, no? chiamate la zia, la nonna e il macellaio e dotatevi  tutti della teccnologggìa moderna che vi permetterà di eleggermi reginetto del trombo in men che non si dica.

vorrei specificare che non ho niente contro gli altri partecipanti, che anzi saluto e stimo tantissimo (sé, vabbè), è solo che voglio vincere. cioè, se vincessi contro quel manzone del lord il mio ego potrebbe sentirsi invincibile a vita, quindi è essenziale che voi tutti vi impegnate. avete tempo fino al 20 aprile per dare il vostro contributo.

cosa aspettate? transumate e assaltate di click il tasto del voto!

profilo destro, profilo sinistro, un bel sorriso per voi… e inoltre vorrei la pace nel mondo, ecco.

perché io valgo

loves it

robyn mi piace da matti da quando l’ho scoperta 2 anni fa (ebbene sì, sono sempre molto più avanti di voi). questa canzone sarà la mia nuova ossessione per un po’. il video che vi ho messo qui su vale la pena di essere visto e sentito in hq (c’è il pulsantino apposta, ce la potete fare anche voi).

di robyn mi piace la drammaticità della voce, dei royksopp il loro piglio elettronico.

come non amare questa canzone? non diventerà certo la suoneria del mio tytn, per carità! il telefono va tenuto rigorosamente in vibrazione e non deve produrre suoni. diventerà però parte della mia estate, e mi auguro anche della vostra.

earthquake makes the people come together

shake-shake-shake,

shake shake-shake,

shake your bootie!

stasera, come quasi tutte le cazzo di sere ultimamente, ero al lavoro nel fatato ed incantato mondo blockbuster, dove la magia del cinema rivive ogni sera.

questa sera era la volta di tremors.

scena: ero in cassa, parlavo con due amici che erano passati a noleggiare un film (perché si sa che bb offre sempre la più ampia scelta al minor prezzo… sé… hai capito…) e ad un certo punto >trà<! tutto un balletto, tutto un salto, tutto un soffitto che balla, tutte le copertine dei dvd che cadono a terra (cazzo! che poi mi è toccato risistemarle).

dal niente eccoti un terremoto di magnitudo 4,6, proprio sotto forlì, proprio sotto la cassa del bb… sono corso a raccogliere i clienti e li ho fatti evacuare, che manco indiana jones ha tanto sangue freddo in quei momenti.

ho pensato: “ora muoio qui, merda! che morte di merda, dietro a una cassa del bb  di merda con la gianna in sottofondo che canta fotoromanza“… in quei pochi attimi ho avuto invece l’accortezza ed il sangue freddo necessari ad evacuare l’edifico, nello specifico raccogliendo tutti i clienti e la mia collega (impiantata con una pila di dvd in braccio) e di farli uscire, pronunciando con sprezzo del pericolo e voce ferma le parole “fuori tutti, c’è il terremoto. non correte ma uscite tutti, sù!“. per un attimo ho anche pensato di dire “e lasciate giù i dvd che poi mi accorgo se ve li siete fuffati“, ma lo spirito di conservazione ha avuto la meglio e me la sono data a gambe.

alla fine ho ripreso possesso delle mie facoltà, della calma e del mio pacchetto di m&m’s iniziato e tutto è tornato alla normalità, con tanto di signore 50enni che chiedono “ce l’avete twining’s?

sì, signora, ce l’abbiamo.latte o limone?

la salagadula

la merda secca!

si parlava io e il sig. mont di scaramanzia legata all’ammmòre, quello strano sentimento che ci inebria e ci fa comportare come 90enni alla guida dopo 2 bicchieri all’osteria. da completi coglioni.

dice:

guarda, io se la scaramanzia servisse mi toccherei pure le palle, ma vista la frequenza con cui lo farei sarebbe considerata masturbazione”

in amore tutto si può, anche credere nell’incredibile.

anche dopo aver perso le speranze.