memorie di una gessica

estate finita.

è fantastico come le fradite possano adattarsi al nuovo clima.

mi sento un po’ madonna-geisha

tra simili ci si capisce…

lindsey:

  • che stress, sto magnando come un muratore
  • devo stare attenta o perdo il trombamico

miche:

  • io ogni tanto non mangio
  • la panza ormai ha aperto un blog, sta diventando autonoma
  • è lei che si autoalimenta e sma le da una mano
  • prima, alle 01.00 am, ha preparato funghi trifolati come spuntino…

e oltre alla panza pure la pelle ne risente, cazzo! son pieno di brufoli dal mento in giù che manco a 17 anni… e di barba ancora non vi è traccia. magari la pubertà è come uno di quegli esami universitari che puoi rifare se non è andato bene al primo colpo…

strani giorni… viv(iam)o strani giorni

so di essere in ritardo col post su madonnaccia, ma abbiate fede, si sta ancora metabolizzando qui.

cc

ieri sera si è fatta della sana aerobica al classic (invero fino alle 4 del mattino), e ora seduto alla scrivania da solo, senza rumori, tranne poco traffico, ho la mattina della domenica per me. tra poco letto per poche ore, giusto per riposare li ochiètti, ma mentre leggevo i feed di laollo mi son fermato su questo post.

e ho capito che è arrivato l’autunno.

fuori piove un po’, dentro molto di più. fuori c’è quel tempo indeciso che traballa tra il sole e le nuvole cariche, dentro si traballa allo stesso modo, ma non per via dell’alcohol.

l’autunno mi piace e mi somiglia [(mi piace somigliargli) o credere di somigliargli] perché non lascia spazio a troppi piani ma si muove, e nonostante il grigio che lo accompagna alle volte lascia spazio a qualche schiarita, ad un sole distratto dietro alle nuvole. “qualche sorriso ce lo puoi concedere ogni tanto” mi sgrida spesso madre. ci provo, ma non mi viene se non sto bene, che ti devo dire? ultimamente però mi sto impegnando e un po’ parliamo. l’ultima vera perla che mi ha regalato è stata poco tempo fa, mentre ero a casa in visita. io ero steso a letto, ancora più di là che di qua e madre mi ha chiesto della mia storia… nel torpore rincoglionimento del dormiveglia le ho sentito pronunciare le parole “che ci vuoi fare? è che lui è un uomo“.

lei in fondo ne ha sposato uno più di 26 anni fa, qualcosa potrà pur spiegarmelo, no?

con questi pensieri per la testa ho preso la digitale e ho girato un video dei miei sentimenti.

credete forse che non si possano riprendere i sentimenti? si può, eccome.

grazie LaO per la storia del buongiorno.

not that’s a show!

presto una recensione abbastanza approfondita, per ora beccatevi il momento lacrimuccia della serata.

il coro “eviita, eviita, eviita…” l’ha pure commossa.

le piccole cose che amo di te

concerto non al massimo (per la scaletta e varie altre scelte) ma lei è stata un’ottima padrona di casa.

thank you ;o)

un blog con le ruote

per questo w-end (che allungherò come il sugo), mi son trasferito a roma. mi han parlato di un’artista emergente e volevo andarla a vedere. pare sia un concerto in un palazzetto o simili, ma roba per poche persone… mica grandi numeri eh!

spulciando su youtube ho trovato un video di ’sta sgallettata, filmato durante la sua prima apparizione poco tempo fa.

dicheno che sia promettente. dicheno

poi magari capita quello che è successo con mika: sono andato al concerto (quasi) prima che diventasse famosissimo, e poi… e poi… eh, in effetti è da un po’ che non sento parlare di mika. 

 

totalmente d’accordo

con lui e con lei.

’sti ragazzetti di oggi non hanno capito un cazzo di cosa è il rispetto.

e manco gli anziani a dirla tutta, ma in merito scriverò più avanti…

je suis venu… (appunto, almeno lo sforzo)

caffè zerooo, per brindare a un incontroooo…

un post in ritardo. quando tutti postano dal passato io vado nel senso dei salmoni e posto dal futuro. tiè.

beccati questo falcon:

ieri ultimo giorno di tirocinio, oggi sveglia tardissimo, preparo le mie cose, non lavo i piatti come mio solito (grazie/scusa sma), metto le mie povere cose nei bauli luigi xiv e parto alla volta di bologna sfoggiando la maglietta della vèccia flèccia (vecchia fletcher). problema: l’occhio sinistro mi restituisce una visione irrisoria della realtà, per non dire che ero completamente cieco da quell’occhio, e il mio sistema circolatorio collassa su se stesso. pensate di poter fare di meglio?

mi riprendo solo 30 minuti più tardi, sul treno mangiando un mars e bevendo acqua ghiacciata. arrivo cmq non in condizioni in stazione, dove falcon mi aspetta a braccia aperte (posizione precedentemente promessa via sms).

vuoi il suo sguardo ammaliatore, vuoi l’umidità da foresta amazzonica, vuoi il calo di zuccheri, fatto sta che ero pronto ad accasciarmi su me stesso e stendermi a terra come una poverella di spirito. per fortuna falcon ha proposto il bar a fianco alla stazione dopo aver visto i miei bauli, così non ho rischiato la morte nel tragitto fino al caffè.

per la successiva ora e mezza abbiamo avuto una conversazione piacevolissima, i cui argomenti principali son stati:

  • il mio cagionevole stato di salute (fondamentalmente cado a pezzi)

  • gli ex (vabbè…)
  • il lavoro (averlo…)
  • noi stessi (anna karenina è una storia breve a confronto)
  • le nostre famiglie e il loro rapporto con gli ex (potete leggere qualcosa a riguardo anche da lui)

non ne uscivamo più, anche perché non ce ne sarebbe stato motivo! la conversazione era disturbata solo ogni tanto dai figuranti che passavano ora in cerca del bagno (5x o più), turisti con cappello (4x), signore sedute in vetrina (2x) e barbie magia delle ruote (1x).

quest’ultimo è il mio personaggio secondario preferito, gli darei l’oscar come miglior attore non protagonista!

yeah, fuck all that

avevo pronte foto, racconti, impressioni, anticipazioni, gossip et alia per questo post.

avevo pronto un resoconto dell’incontro con falcon (e giuro che lo metto presto).

ma come al solito è destino che questo blog vada a puttane (con tutto il rispetto per le persone di chiesa eh…)

avevo pronte delle battute sulla gente che ho visto in giro, sulla cena di ieri sera con tutti i mezzobustio dei tg nazionali e non, su come kitano riuscirà a mangiare il suo ramen grazie al bollitore che sono andato a comprare oggi dal panzone del lido… insomma, avevo almeno un paio di cose interessanti da dire, ma a metà pomeriggio un sms.

e chissene della cena con gli amici del capo (che a questo punto mi ha praticamente confermato il trasferimento a parigi), chissene dei cerimoniali, del dormire che domattina alle 6 son sveglio a controllare che questa danza di pazzi funzioni. yeah, fuck all that.

resta davvero qualcosa di cui parlare di fronte alla stupidità delle persone? di fronte alle offese al buonsenso?

no, semplicemente no.

p.s.

cari quattrogatti, lo so che mi sopportate, assieme a quest sfoghi estemporanei che servono slo a me. ma mi servono tanto… cercate di capirmi. vi mando tanti bacini dal lido, che voi non c’entrate con ’sta storia e vi meritate un leone d’oro per il coraggio di seguirmi qui.

tic tac tic tac tic tac…

ore.

ormai si tratta di ore, non più mesi o giorni.

ore.

capito?

_

_

***edit***

qui trovate qualcosa…

io ciuf-ciuf acciuffo te…

vorrei solo dire che la vita da pendolare non fa per me.

e poi cazzo, almeno l’aria condizionata nei treni!

chi ben comincia…

carissimi,

è con rammarico che vi comunico la morte (temporanea della mia mano destra. lunedì un tragico incidente l’ha strappata a me… o meglio, un tragico incidente ha strappato parte della pelle dalla mano.

son dolori, fidatevi.

vorrei approfittare di questo blog per fare un appello: se qualcuno avesse visto un lembo di pelle, caucasica, spessore medio, una pelle normale, senza segni particolari, 25 anni ben portati, ancora tesa ed elastica, ecco se qualcuno la trova è pregato di farle sapere che ci manca molto… molto…

fare le cose di tutti i giorni senza di lei è difficile, ma ci si sta provando.

ciao cara, tanti bacioni, dovunque tu sia!

iphone, che sboro!

bellissimo il tour guidato per la prima volta in italiano, ovviamente solo perché il tipo è un manzo!

però… ascoltando le dolci parole che escono dalla sua bocca secondo me l’accento veneto fortissimo stona. perché non puoi pronunciare correttamente zrì-gì (3G, che manco fossimo negli iù-es-éi) e subito dopo pronunciare ogni parola come un contadino della bassa padovana… no, non puoi!

anche monica bellucci l’ha fatto in matrix 3… attaccava i nemici a suon di “r” arrotolate…

ora lasciate i commenti e lasciate il vostro “nòme”, mi raccomando!

aggiornamento

sono a rovigo.

mi sono già rotto.

sono stato da nonna-survivor stamattina e in cambio ho avuto solo 50€.

stasera 2h e 30m di regionale forse incondizionato.

stasera fuori a verona.

domani fuori a verona. (a questo punto i 50€ sono finiti…)

domani sera a cena a verona. (prostituzione in cambio di cibo)

domenica rientro a rovigo. (viaggio senza biglietto nel bagno del regionale)

il futuro? incertezza…

tornerò a forlì domenica? lunedì? devo passare in segreteria a cercare documenti mai arrivati e sperare di cominciare il tirocinio (aggratis).

——

questa è la mia vita e sta finendo un minuto alla volta. tra l’altro in povertà…

dirty sanchez

dirty sanchez

ributtante.

this one’s for me

mr. crane

mr. crane is a good investigator.

he likes finding his way out thru the tricks his mind plays on him.

mr. crane is unlucky.

his life is filled with things that are inexplicable to him, when in fact they are crystal clear to others.

mr. crane is… well, he doesn’t know what he is.

and he would like to know what it’s like to know everything.

-

light up the darkness

find your way

carnivoro anche se mangio me stesso?

quando mangi e piangi ricordati di mettere poco sale nella pasta…

let’s do the timewarp again!

dopo un giro di foto di un’ora buona, dopocena con madre, ho capito varie cose, tra cui il rapporto causa/conseguenza, l’importanza delle foto in genere e che le persone cambiano, ma non tutte per il meglio.

foto dopo foto ho rivisto la nòns (ciao nòns!), il nòns (ciao nòns) e la sorella di madre (ciao ni’).

mi soffermerei sul fatto non trascurabile che la sorella di madre era sbarellona; oltre a soffrire infatti di tutte le malattie umanamente immaginabili io e madre abbiamo scoperto che probabilmente non c’era troppo con la testa… ore di indagini tra le lettere che si scambiavano i miei nòns da gggiòvani hanno portato alla luce della corrispondenza tra il nòns e un artigiano della salagabula di 50 anni fa. in queste lettere nòns chiedeva allo stregone della magicabula di fare una macumba alla zia sbarellona (sto parafrasando) per farla migliorare, visto che mentalmente dava spesso segni di standby… diciamo che il segnale andava e veniva…

io mi sto spiegando molte cose ora, perché la genetica è una scienza giocherellona ma ineluttabile.

trema, oh uomo nel mio futuro, perché terribile sarà il mio destino!

prova bikini here we come!

il mio povero piccolo corpicione sta (di nuovo) cambiando.

sto andando in plaestra e tra l’altro sono bravino perché ci vado con costanza e abnegazione.

i risultati si vedranno tra un po’ (mi piace credere), nel frattempo beccatevi nella foto come sono i miei compagnucci di allenamento e come mi sento io entrando in palestra.

cuffie, magliettazza, calzini fonfagnati sulle caviglie (scaldamuscoli no grazie), e via di qualsiasi esercizio mi possa aiutare nella lotta contro la gravità. dietro qualcosa sale. davanti tutto come sempre, anche se la palestra effettivamente è un po’ un candy shop di addominali, tricipiti, quadricipiti, velocipedi e quant’altro possa far riferimento a corpi coi lavori in corso, ma già definiti e scattanti. l’effetto è garantito, altro che suifans!!!

dalle cuffie escono incitazioni, pezzi buoni per la carne e per l’anima.

in realtà la prova bikini è più mentale nel mio caso. nel senso che non sto capendo per chi faccio questo allenamento che mi fa arrivare distrutto a casa 3 giorni su 7. lo faccio per me? per qualcun’altro? per qualcuno che magari considero molto importante nella mia vita [anyone? ;o) ]

lo faccio forse per le persone che incontrerò? utilità zero.

direi che l’opzione autostima e maggior benessere per il momento va per la maggiore, ma temo che tutto parta da più profonde insicurezze. ho sempre avuto bisogno di qualcuno al mio fianco che mi aiutasse nel momento del bisogno, o che mi dicesse “coglione” quando sbaglio.

lavorare in palestra sulla mia apparenza significa forse entrare nell’ordine di idee di intraprendere un cambiamento più profondo che mi possa dare delle sicurezze, perché non essere soli va bene, anzi, ma si deve pur essere capaci di badare a sé stessi. almeno secondo quello che dice sma.

contrariamente a quanto detto finora però penso che il vero cambiamento parta da dentro; perciò mi domando se questo lavoro esterno sia la manifestazione di un processo intimo che cerca di farsi pubblicità, o se sia al contrario una forzatura, un’intrusione, uno stupro che cerco di farmi per costringermi a pensare più in profondità.

appena mi si accende la lucina vi avviso.

nel frattempo sono entrato in modalità “sessione”. la cattiveria aumenta, l’ansia straborda, il mio lato sociale si limita ad interazioni spinte dall’alcol. alle volte mi lascio prendere la mano e parte il flusso di coscienza con cui annego i presenti al tavolo e racconto della mia adolescenza problematica.

essere arrivato sano e salvo fin qui è già una conquista. ora partiamo con le rifiniture, hai visto mai che alla fine salta fuori una cosa carina.

sai che te dico signo’?

mara

ma vaffanculo!

*la foto è una citazione!