1 anno fa ho detto di no. indirettamente anche a parigi.
1 anno fa ho pensato “per lui ne vale la pena“.
1 anno fa ho ricevuto un sms da lui, dicendo che non ne valeva la pena.
1 anno fa ha detto di no.
1 anno fa ho scritto un sms con tutto l’odio che avevo dentro, senza poter piangere, senza poter parlare con qualcuno, senza poter smettere di lavorare.
1 anno fa questa settimana è stata una delle migliori e delle peggiori della mia vita.
1 anno fa era l’inizio dell’inizio.
quest’anno in questo periodo sto vivendo la fine dell’inizio. e l’ho realizzato solo ora.
‘o sapevate che tra tutti la nuova zelanda è il paese più lontano dall’italia? sapevatelo! sono davvero contento di tutto quello che è successo. proprio di tutto, perché senza quegli accadimenti ora non sarei qui a prepararmi per il più bel viaggio della mia vita. senza quel l’sms che manco i 14enni con disturbi del comportamento manderebbero ora non mi troverei a sospirare davanti alle foto del mio löf (no, non è il nome…). grazie a quello che è successo un anno fa ora sto cambiando completamente, mentre alcune delle persone che ho incontrato non hanno fatto altro che cambiare lavoro, ma non la posizione. sempre a 90°, sempre per amore del soldo, sempre zitti, sempre nell’oscurità.
non è una parolaccia, mi stavo solo divertendo coi verbi. il punto è un altro cmq: operazione eseguita con successo. manca un dente, che è stato rimpiazzato da abbondanti punti. mercoledì li riconsegno tutti e ritiro il navigatore satellitare, come dal benzinaio.
come promesso rieccomi ad aggiornarvi su altri temi a voi sicuramente cari (vabbè…), quali M, la mia partenza e la mia famiglia degna di una puntata di psychoville. con ordine:
M:sono stato ai concerti di milano e udine. all’inizio doveva essere solo milano, ma a sorpresa il fidato topy mi invita a recarmi a sbafo pure al secondo concerto. sono andato alla fine, ça va sans dire. ma non prima di aver fatto la figa di legno per almeno 5 minuti… il concerto di milano è stato stupendo (andrebbe tutto maiuscolo, ma si sa che ho un’avversione per quella formattazione). stupendo stupendo stupendo! (meglio così?)
cmq madonnaccia (che come il culo ha la faccia) ha dato il meglio di sé, ha dato proprio tutto nonostante dei problemi con la voce (altri, oltre a quelli che ha di solito). ha detto di essere raffreddata e si è scusata, in compenso si è lasciata andare in confidenze sui figli, sul padre, sulla discendenza italiana (”thank god my father is italian“) e sul pubblico (”you’re a great audience“). cioè, cose dell’altro mondo. ad un certo punto pareva si volesse buttare tra il pubblico…
anzi, aspettate… l’ha fatto sul serio!!! cioè, cantava, e a un certo sparisce dalla mia vista (3°fila) e va tra il pubblico. sconcerto. tutti in visibilio, lei felice come una pasqua, una chiacchiera che manco dalla parrucchiera, un amore per il prossimo che manco madre teresa, una voce che manco… ehm… beh, una simpatia mai dimostrata prima! non ci si credeva, e invece è stato un concerto assurdo e trascinante fin dal primo minuto. lo stesso non si può dire della performance fatta con lo stampino di paul oakenfold, che se mandava una cassettina con le canzoni faceva prima e M si risparmiava di pagarlo. che diciamocelo: è pure inguardabile. mica come il ballerino biondo rasato, il mio nuovo ballerino preferito, anche prima di “culo“, il mio ballerino preferito dal confessions.
tornando al concerto, qualcuno di voi forse è stato a roma l’anno scorso e si ricorda di quanto la nostra vecchietta preferita si sbracciasse ad ogni pie’ sospinto per salutare il pubblico, ma quest’anno ha davvero superato sé stessa. e sto parlando anche di udine.
comincia il concerto con (solo) un’ora di ritardo. era in macchina che stava decidendo se annullare il concerto o meno. certo, le son morti due operai e ci siam rimasti tutti di merda, lei in primis, ma non puoi dire a 40.000 persone in attesa da ore che non te la senti e che possono tranquillamente tornare a casa, perché a casa te ce portano pure te, a pezzi, un pezzettino ognuno, a mo’ di souvenir. perciò non è stata cosa.
ha cominciato il concerto evidentemente scazzata e con la voglia di tornarsene a casa sua talmente veloce da non essere percepita da occhio umano. nonostante tutto questo è stato uno dei concerti più belli al mondo. giuro.
a metà circa, quando ha voluto ricordare appunto le due vittime che sono rimaste schiacciate dal palco che stavano costruendo a marsiglia (data successiva) è successo qualcosa che ha del miracoloso.
ora sappiamo tutti che madonnaccia sa fare solo una cosa peggio che cantare: recitare. è veramente pessima, anche se ricordo di aver pianto durante tutto “evita“. detto questo, a metà del concerto appunto, scoppia a piangere. silenzio nello stadio, a parte un paio di mentecatti/e che urlano il suo nome nel silenzio di tomba. 40.000 persone zitte che assistono alla fuoriuscita di lacrime da madonna. ok, ho un déja-vu religioso.
è stato un momento per me catartico. la conosco da quando avevo 11 anni circa e da allora lei è parte del mio quotidiano. quando vado ai suoi concerti il cerchio si chiude e tutto ha senso. lei è il motivo per cui riacquisto il sorriso quando sono in camera triste e ascolto una sua canzone che mi da la risposta al momento giusto, lei è il motivo per cui viaggio per l’italia facendomi kilometri e aspettando in fila sotto il sole per giorni. lei, quando si è messa a piangere, così, indifesa davanti a tutti, mi ha fatto piangere.
ho pianto perché ho capito che anche lei è una persona. le mie sono state lacrime di rispetto per la sua umanità che è fuoriuscita quasi senza controllo davanti alla sua nemesi: l’impossibilità di fare qualcosa per lei a cui tutto è concesso. un conto è licenziare qualcuno, non muore mica, un altro conto è avere sulla coscienza qualcuno così, anche indirettamente.
spero che queste parole non sembrino lo sfogo di un invasato madonnaro che passa la sua vita sperando di incontrare in idolo così vicino e così lontano. spero si capisca che è la descrizione di un momento catartico in cui ho avuto le conferme che mi aspettavo da quel concerto. ho avuto la conferma che anche lei in fondo ha bisogno di uno sguardo amico, di un fazzoletto, del trucco che non cola, del bagno, di fare la cacca. e io continuo ad aver bisogno di lei quando solo in camera mi chiedo cosa questa pazza che considero una presenza fissa nella mia vita farebbe se si trovasse nella mia situazione. alle volte ho pensato che certi consigli fossero inappropriati e inattuabili (”come on vogue” cioè… cosa volevi dirmi?), altre volte mi hanno aiutato ad aprire gli occhi su qualcosa che già sapevo, ma che è bene ricordare (”but in the process i forgot that i was special too“).
insomma, quella creaturina così lontana dall’umanità dell’andare a prendere il latte e mettere l’assorbente è in qualche modo l’unico retaggio di amore verso il prossimo che mi rimane. io voglio bene a molte persone, amo anche, ma del prossimo non me ne può proprio fregare un cazzo. non lo conosco il prossimo, chi è?
ecco, per me il prossimo è madonna. quella presenza un po’ vuota che ci sta di fronte ma che percepiamo come eterea e poco reale. e che durante quei pochi minuti si è manifestata in forma umana, forse anche scoreggiando dietro le quinte, forse lamentandosi per un’unghia rotta in macchina, ma pur sempre lì di fronte a me ad offrirsi come segno della sua stessa esistenza. io le ho proprio voluto bene, anche senza “conoscerla”.
anche per questo le ho voluto bene, oltre che per lo splendido concerto che ha montato (certo, niente a che vedere con i fasti del confessions). le canzoni si trovano in giro, lo sapete meglio di me, perciò tra tutto quello che pensavo di lasciarvi qui in coda al post ho scelto un video in cui si vede il sottoscritto, il sig. topy, madonnaccia e tutte le sue espressioni da arzilla vecchina che interagisce col pubblico di milano.
per gli altri update temo che dovrete aspettare il prossimo post, che questo è già molto più lungo del previsto, nel frattempo vi ringrazio tutti per essere arrivati fino a qui e scusate se come al solito non riesco a dare una conclusione decente a ciò che scrivo ;o)
non cerco l’uomo nel senso zozzetto o amoroso. da quel punto di vista sono assolutamente soddisfatto.
cerco l’uomo come lo cercava diogene. intrappolato tra università, soldi, lavoro, aperitivi, amici di cui disfarsi, internet e tutto il resto mi sento altro da me stesso.
cerco l’uomo, cerco me stesso.
ho qualcuno che mi aiuta in questo viaggio, che come al solito non riesco ad intraprendere da solo, ma per far fruttare il mio lavoro personale temo di dover cambiare aria. a breve prenderò voli e conoscerò altre culture. e amerò.
mi spiace aver lasciato il blog in stato di abbandono ma ho dovuto concentrare gli sforzi su altri tipi di problemi decisamente più tangibili (leggi: denti da togliere, esami, viaggi, partenze, ritorni).
prima o poi questo diventerà un blog di viaggio fisico oltre che di viaggio mentale del sottoscritto. almeno spero, vista la mia scarsa costanza.
voi intanto uscite e godetevi il sole tra uno schermo e l’altro, un video, un treno, un lavoro, un esame o qualsiasi altra cosa. andate al parco, trovate l’amore e portatevelo a casa. e poi costruite assieme.
si parlava io e il sig. mont di scaramanzia legata all’ammmòre, quello strano sentimento che ci inebria e ci fa comportare come 90enni alla guida dopo 2 bicchieri all’osteria. da completi coglioni.
dice:
“guarda, io se la scaramanzia servisse mi toccherei pure le palle, ma vista la frequenza con cui lo farei sarebbe considerata masturbazione”
in amore tutto si può, anche credere nell’incredibile.
sto trasformando la mia vita in un album di figurine.
non vedo la fine della raccolta però e la figurina introvabile forse sarà troppo cara per quando l’avrò trovata e non me la potrò permettere.
la soluzione si cerca o arriva? il grande interrogativo di questi ultimi due giorni. my heart says go for it! but my brain says no. il mio canto di sirena si interrompe e riprende come un disco rotto.
grazie a chi ha chiesto nuovi post e mi ha spronato a scrivere, grazie a chi si becca tutta ’sta papagna che deriva da un periodo in cui (toh, stranamente) mi sento giù, molto. tipo sottoscala.
vorrei rassicurare tutti: amici, parenti, amanti, conoscenti, gatti, pesci, tutto il creato insomma, non vi preoccupate perché vado a cicli (come le donne e le lavatrici) e prima o poi torno positivo (”perché son vivo, perché son vivo“).
ho un po’ di cose da commentare, prima di tutte, perché alla fine siamo una community nella community, la dipartita del blog di zeroshin, che spero tanto sia una balla. hai capito, eh?! non si può chiudere, per quanto il blog sia un po’ un termometro della situazione; anzi proprio in virtù di questo: ci deve essere per misurare e riportare, è uno strumento che si rivelerà utile anche in futuro per la nostra storia clinica da blogger, e soprattutto c’è gente che spera che continui a scriverci, caro zs!
un altro commento lo merita la mia situazione lavorativa: esiste! da un po’ traduco e faccio un part time al blockbuster, catena destinata al fallimento in 3,2,1… spero resista il tempo di laurearmi, perché ho bisogno di pippi. cosa farò poi non so, l’interprete mi spaventa un po’.
la mia situazione affettiva continua a non cambiare, imperterrita. oh, una caparbietà mai vista! cmq non è colpa sua poraccia, sono io che devo crescere un po’ e sono gli altri che si presentano che sono sbagliati. cazzo, ho delle esigenze. sto conoscendo delle persone fantastiche, che mi hanno molto sorpreso, una in particolare, ma non riesco a sbloccarmi, a pensare “ci siamo“.
cioè, uno che arriva (possibilmente in bmw o volvo), mi prende e mi porta a fare una gita, mi regala il mio profumo preferito (senza che io gliel’abbia detto prima), al ritorno mi porta a cena, sale con me a casa e mi da il mioglior sesso della mia vita, mi parla e mi fa parlare per ore di cose interessantissime, mi dice che da ora in poi la mia vita sarà la mia vita e la sua vita saranno la nostra vita… questo voglio! quando ci arrivo giuro che lo incateno al muro e non lo lascio più uscire. poraccio. speriamo non legga ’sto blog.
alla fine, come precedentemente detto, ci credo. succede nelle favole, quindi ho tutto il diritto di pensare che succeda anche a me. i pazzi hanno capito tutto, e noi a deriderli. io cerco di imparare da loro ormai. faccio cose che non ci si aspetta, mi aspetto cose che non ci si aspetta. comincio con l’essere onesto.
cmq tornando all’argomento zeroshin, aiutatemi e fategli sapere anche voi che la sua presenza è gradita! aiuta te stesso, aiuta tutti noi ;o)
amo la notte
amo perdermi
e ritrovarmi per raccontarmi cosa è successo
amo immaginarmi seduto a fare le cose di sempre
mentre sono fuori nel vento ad esplorare, pensando alle cose che mi racconterò, a come me le racconterò, a come l’io immobile non sarà sorpreso o affascinato, a come risponderà con un movimento controllato del sopracciglio, o con un finto “sul serio?”
odio quell’io immobile, che aspetta e vede passare le cose proprio davanti agli occhi, o le sente solo raccontare.
odio la persona che sto diventando, talmente insicura da dover riempire le giornate, ma soprattutto le nottate, di finte evasioni.
le novità sono poche, e non tutte positive, ma mi è stato fatto notare che differentemente da quanto promesso non ho aggiornato il blog. tipo da eoni… quindi rieccomi ad informarvi sulle mie condizioni.
arriveranno tempi migliori, queste curve discendenti sono sempre la rincorsa delle montagne russe per poi compiere curve mozzafiato o giri della morte. quindi mi preoccupo relativamente, ma il calore degli amici in questi momenti è sempre apprezzatissimo (grazie falcon * )
che poi dipende sempre tutto da quelle cazzo di storie che non mi/ci lasciano mai dormire la notte, o sbaglio? no perché se tutto andasse bene sentimentalmente parlando, almeno non ci sarebbe quella preoccupazione e le difficoltà quotidiane sarebbero ridimensionate.
e invece sticazzi! perché ci deve sempre essere di mezzo la storia perfetta buttata nel cesso che sta cercando di ricollocarsi per far vivere entrambi senza fantasmi, la storia montagna russa sentimentale che ancora ti fa incazzare per come è finita perché quando è finita tu eri su e lui era giù e lui non sa a cosa hai rinunciato perché eri su, la storia che sembrava perfetta e che nel giro di 2 ore si è rivelata un investimento sbagliato perché tu sì che ci avevi investito.
e la storia con te stesso, la storia infinita.
il finale lo sai, è sempre quello, gli attori cambiano perché il cast giustamente evolve e prende ruoli in altre compagnie, ma la storia che reciti è quella, mica cambia, come il rocky horror o cats… son quelle cose che rimangono sempre uguali a loro stesse.
c’è da perdere la speranza? no. semplicemente perché proprio non ti va di stare solo, proprio per niente. solo che anche così non si può mica andare avanti, con tutti quelli che conosci che non vanno mai bene, che hanno quella brutta macchia, quel difetto, quel particolare rilevante, quei gusti… e non vanno mai bene, perché non ti accontenti, e fai bene. ma stai male.
fanno bene, fanno male, sto bene, sto male
non vale la pena perdere la speranza, capito ni’? questa è per te, facciamo in modo che torni nel passato, cioè da dove l’ho presa. la storia si ripete solo se glielo permettiamo, i libri esistono per quello.
più post per tutti, amore, amore libero, amore vero, sincero, sentimenti chiari una volta per tutti. questo 2009 dovrà essere all’insegna dell’innovazione: dire esattamente quello che si sente quando lo si sente. vogliamo aiutare il karma positivo? vogliamo crederci? perché no?!
stasera a bologna a cena da amici di amici con un regalo da 5€ pronto da scambiare e possibilmente del vino.
per questo 2009 vorrei anche vedere di più il bino.
per questo 2009 vorrei rivedere persone a cui tengo. vorrei laurearmi, o almeno dare più esami possibile e cominciare la tesi, lavorare, trasferirmi. vorrei che entrasse a far parte della mia vita una persona che mi manca, che può darmi qualcosa e che può accettare qualcosa in cambio. che io possa amare.
questo 2009 vorrei amare. vorrei sentire intensamente, come quando da piccolo faceva così male da piangere. dio da quanto non piango. e quanto ci ho provato. si è forse rotto qualcosa? sono forse cresciuto troppo? a dicembre ho fatto 25 anni, che non mi sento, e forse mi hanno danneggiato più del previsto.
non voglio che questa spinta sia l’ennesimo fuoco d’artificio sparato ma non esploso. voglio farlo davvero, voglio crederci ascoltando musica e sentendo tutto, sentendo il bene e il male come sento il vento in faccia quando abbasso il finestrino. voglio abbassare il finestrino e sentire. è così difficile?
in tutto ciò rimane un punto fisso in questa galassia mutevole. è una stella che mi accompagna da quasi 10 anni ormai e che sento sempre più vicina. è quella presenza che c’è e si fa sentire ma che sa anche mettersi in secondo piano quando il mio ego rompe la diga e reclama attenzione. è quella stella che brilla sempre, in qualunque situazione e a cui auguro che tutto vada meglio. meglio in generale, meglio delle aspettative, meglio rispetto ad ora. perché se lo merita.
qualcosa in effetti ha cominciato già a muoversi, non è vero sma?
a tutti quelli che continueranno a leggermi qui auguro sentimenti. tanti.
credo sia un segno. mi dico sempre che quando ho una domanda madonna ha la risposta, e ieri sera ho fatto e mi sono fatto una domanda su quando i miei fantasmi personali sarebbero spariti. lei mi ha risposto divorziando, cazzo.
va bene tutto, ma potevi resistere. io ci credevo nell’amore eterno, e invece niente. è ora di trovare nuove dimensioni.
prendo nota e agisco di conseguenza.
intanto mi preparo al mio personalissimo re-invention tour (che non sarebbe male far uscire in dvd a proposito, grazie!) del prossimo autunno. e nel frattempo gradirei anche laurearmi e trovare l’ammmòre.
a tale fine ho aggiunto sia la madonna che gesù cristo su facebook, non si sa mai.
nel contributo fotografico sua maestà spiega perché è finita: poca ceppa. davvero poca a giudicare dalla smorfia. chissà a chi si rivolgerà ora per soddisfare la sua voglia di ceppa…
(invero io ho sempre pensato/sperato/sospettato che guy nascondesse un menhir tra quelle gambazze da burinotto inglese)
prima, alle 01.00 am, ha preparato funghi trifolati come spuntino…
e oltre alla panza pure la pelle ne risente, cazzo! son pieno di brufoli dal mento in giù che manco a 17 anni… e di barba ancora non vi è traccia. magari la pubertà è come uno di quegli esami universitari che puoi rifare se non è andato bene al primo colpo…
so di essere in ritardo col post su madonnaccia, ma abbiate fede, si sta ancora metabolizzando qui.
ieri sera si è fatta della sana aerobica al classic (invero fino alle 4 del mattino), e ora seduto alla scrivania da solo, senza rumori, tranne poco traffico, ho la mattina della domenica per me. tra poco letto per poche ore, giusto per riposare li ochiètti, ma mentre leggevo i feed di laollo mi son fermato su questo post.
e ho capito che è arrivato l’autunno.
fuori piove un po’, dentro molto di più. fuori c’è quel tempo indeciso che traballa tra il sole e le nuvole cariche, dentro si traballa allo stesso modo, ma non per via dell’alcohol.
l’autunno mi piace e mi somiglia [(mi piace somigliargli) o credere di somigliargli] perché non lascia spazio a troppi piani ma si muove, e nonostante il grigio che lo accompagna alle volte lascia spazio a qualche schiarita, ad un sole distratto dietro alle nuvole. “qualche sorriso ce lo puoi concedere ogni tanto” mi sgrida spesso madre. ci provo, ma non mi viene se non sto bene, che ti devo dire? ultimamente però mi sto impegnando e un po’ parliamo. l’ultima vera perla che mi ha regalato è stata poco tempo fa, mentre ero a casa in visita. io ero steso a letto, ancora più di là che di qua e madre mi ha chiesto della mia storia… nel torpore rincoglionimento del dormiveglia le ho sentito pronunciare le parole “che ci vuoi fare? è che lui è un uomo“.
lei in fondo ne ha sposato uno più di 26 anni fa, qualcosa potrà pur spiegarmelo, no?
con questi pensieri per la testa ho preso la digitale e ho girato un video dei miei sentimenti.
credete forse che non si possano riprendere i sentimenti? si può, eccome.
avevo pronte foto, racconti, impressioni, anticipazioni, gossip et alia per questo post.
avevo pronto un resoconto dell’incontro con falcon (e giuro che lo metto presto).
ma come al solito è destino che questo blog vada a puttane (con tutto il rispetto per le persone di chiesa eh…)
avevo pronte delle battute sulla gente che ho visto in giro, sulla cena di ieri sera con tutti i mezzobustio dei tg nazionali e non, su come kitano riuscirà a mangiare il suo ramen grazie al bollitore che sono andato a comprare oggi dal panzone del lido… insomma, avevo almeno un paio di cose interessanti da dire, ma a metà pomeriggio un sms.
e chissene della cena con gli amici del capo (che a questo punto mi ha praticamente confermato il trasferimento a parigi), chissene dei cerimoniali, del dormire che domattina alle 6 son sveglio a controllare che questa danza di pazzi funzioni. yeah, fuck all that.
resta davvero qualcosa di cui parlare di fronte alla stupidità delle persone? di fronte alle offese al buonsenso?
no, semplicemente no.
p.s.
cari quattrogatti, lo so che mi sopportate, assieme a quest sfoghi estemporanei che servono slo a me. ma mi servono tanto… cercate di capirmi. vi mando tanti bacini dal lido, che voi non c’entrate con ’sta storia e vi meritate un leone d’oro per il coraggio di seguirmi qui.
è con rammarico che vi comunico la morte (temporanea della mia mano destra. lunedì un tragico incidente l’ha strappata a me… o meglio, un tragico incidente ha strappato parte della pelle dalla mano.
son dolori, fidatevi.
vorrei approfittare di questo blog per fare un appello: se qualcuno avesse visto un lembo di pelle, caucasica, spessore medio, una pelle normale, senza segni particolari, 25 anni ben portati, ancora tesa ed elastica, ecco se qualcuno la trova è pregato di farle sapere che ci manca molto… molto…
fare le cose di tutti i giorni senza di lei è difficile, ma ci si sta provando.