amo la notte
amo perdermi
e ritrovarmi per raccontarmi cosa è successo
amo immaginarmi seduto a fare le cose di sempre
mentre sono fuori nel vento ad esplorare, pensando alle cose che mi racconterò, a come me le racconterò, a come l’io immobile non sarà sorpreso o affascinato, a come risponderà con un movimento controllato del sopracciglio, o con un finto “sul serio?”
odio quell’io immobile, che aspetta e vede passare le cose proprio davanti agli occhi, o le sente solo raccontare.
odio la persona che sto diventando, talmente insicura da dover riempire le giornate, ma soprattutto le nottate, di finte evasioni.
le novità sono poche, e non tutte positive, ma mi è stato fatto notare che differentemente da quanto promesso non ho aggiornato il blog. tipo da eoni… quindi rieccomi ad informarvi sulle mie condizioni.
arriveranno tempi migliori, queste curve discendenti sono sempre la rincorsa delle montagne russe per poi compiere curve mozzafiato o giri della morte. quindi mi preoccupo relativamente, ma il calore degli amici in questi momenti è sempre apprezzatissimo (grazie falcon
* )
che poi dipende sempre tutto da quelle cazzo di storie che non mi/ci lasciano mai dormire la notte, o sbaglio? no perché se tutto andasse bene sentimentalmente parlando, almeno non ci sarebbe quella preoccupazione e le difficoltà quotidiane sarebbero ridimensionate.
e invece sticazzi! perché ci deve sempre essere di mezzo la storia perfetta buttata nel cesso che sta cercando di ricollocarsi per far vivere entrambi senza fantasmi, la storia montagna russa sentimentale che ancora ti fa incazzare per come è finita perché quando è finita tu eri su e lui era giù e lui non sa a cosa hai rinunciato perché eri su, la storia che sembrava perfetta e che nel giro di 2 ore si è rivelata un investimento sbagliato perché tu sì che ci avevi investito.
e la storia con te stesso, la storia infinita.
il finale lo sai, è sempre quello, gli attori cambiano perché il cast giustamente evolve e prende ruoli in altre compagnie, ma la storia che reciti è quella, mica cambia, come il rocky horror o cats… son quelle cose che rimangono sempre uguali a loro stesse.
c’è da perdere la speranza? no. semplicemente perché proprio non ti va di stare solo, proprio per niente. solo che anche così non si può mica andare avanti, con tutti quelli che conosci che non vanno mai bene, che hanno quella brutta macchia, quel difetto, quel particolare rilevante, quei gusti… e non vanno mai bene, perché non ti accontenti, e fai bene. ma stai male.
fanno bene, fanno male, sto bene, sto male
non vale la pena perdere la speranza, capito ni’? questa è per te, facciamo in modo che torni nel passato, cioè da dove l’ho presa. la storia si ripete solo se glielo permettiamo, i libri esistono per quello.
