habemus sensibilità. e habemus un dente in meno.

M

fécicela!

non è una parolaccia, mi stavo solo divertendo coi verbi. il punto è un altro cmq: operazione eseguita con successo. manca un dente, che è stato rimpiazzato da abbondanti punti. mercoledì li riconsegno tutti e ritiro il navigatore satellitare, come dal benzinaio.

come promesso rieccomi ad aggiornarvi su altri temi a voi sicuramente cari (vabbè…), quali M, la mia partenza e la mia famiglia degna di una puntata di psychoville. con ordine:

M:sono stato ai concerti di milano e udine. all’inizio doveva essere solo milano, ma a sorpresa il fidato topy mi invita a recarmi a sbafo pure al secondo concerto. sono andato alla fine, ça va sans dire. ma non prima di aver fatto la figa di legno per almeno 5 minuti… il concerto di milano è stato stupendo (andrebbe tutto maiuscolo, ma si sa che ho un’avversione per quella formattazione). stupendo stupendo stupendo! (meglio così?)

cmq madonnaccia (che come il culo ha la faccia) ha dato il meglio di sé, ha dato proprio tutto nonostante dei problemi con la voce (altri, oltre a quelli che ha di solito). ha detto di essere raffreddata e si è scusata, in compenso si è lasciata andare in confidenze sui figli, sul padre, sulla discendenza italiana (”thank god my father is italian“) e sul pubblico (”you’re a great audience“). cioè, cose dell’altro mondo. ad un certo punto pareva si volesse buttare tra il pubblico…

anzi, aspettate… l’ha fatto sul serio!!! cioè, cantava, e a un certo sparisce dalla mia vista (3°fila) e va tra il pubblico. sconcerto. tutti in visibilio, lei felice come una pasqua, una chiacchiera che manco dalla parrucchiera, un amore per il prossimo che manco madre teresa, una voce che manco… ehm… beh, una simpatia mai dimostrata prima! non ci si credeva, e invece è stato un concerto assurdo e trascinante fin dal primo minuto. lo stesso non si può dire della performance fatta con lo stampino di paul oakenfold, che se mandava una cassettina con le canzoni faceva prima e M si risparmiava di pagarlo. che diciamocelo: è pure inguardabile. mica come il ballerino biondo rasato, il mio nuovo ballerino preferito, anche prima di “culo“, il mio ballerino preferito dal confessions.

tornando al concerto, qualcuno di voi forse è stato a roma l’anno scorso e si ricorda di quanto la nostra vecchietta preferita si sbracciasse ad ogni pie’ sospinto per salutare il pubblico, ma quest’anno ha davvero superato sé stessa. e sto parlando anche di udine.

comincia il concerto con (solo) un’ora di ritardo. era in macchina che stava decidendo se annullare il concerto o meno. certo, le son morti due operai e ci siam rimasti tutti di merda, lei in primis, ma non puoi dire a 40.000 persone in attesa da ore che non te la senti e che possono tranquillamente tornare a casa, perché a casa te ce portano pure te, a pezzi, un pezzettino ognuno, a mo’ di souvenir. perciò non è stata cosa.

ha cominciato il concerto evidentemente scazzata e con la voglia di tornarsene a casa sua talmente veloce da non essere percepita da occhio umano. nonostante tutto questo è stato uno dei concerti più belli al mondo. giuro.

a metà circa, quando ha voluto ricordare appunto le due vittime che sono rimaste schiacciate dal palco che stavano costruendo a marsiglia (data successiva) è successo qualcosa che ha del miracoloso.

ora sappiamo tutti che madonnaccia sa fare solo una cosa peggio che cantare: recitare. è veramente pessima, anche se ricordo di aver pianto durante tutto “evita“. detto questo, a metà del concerto appunto, scoppia a piangere. silenzio nello stadio, a parte un paio di mentecatti/e che urlano il suo nome nel silenzio di tomba. 40.000 persone zitte che assistono alla fuoriuscita di lacrime da madonna. ok, ho un déja-vu religioso.

è stato un momento per me catartico. la conosco da quando avevo 11 anni circa e da allora lei è parte del mio quotidiano. quando vado ai suoi concerti il cerchio si chiude e tutto ha senso. lei è il motivo per cui riacquisto il sorriso quando sono in camera triste e ascolto una sua canzone che mi da la risposta al momento giusto, lei è il motivo per cui viaggio per l’italia facendomi kilometri e aspettando in fila sotto il sole per giorni. lei, quando si è messa a piangere, così, indifesa davanti a tutti, mi ha fatto piangere.

ho pianto perché ho capito che anche lei è una persona. le mie sono state lacrime di rispetto per la sua umanità che è fuoriuscita quasi senza controllo davanti alla sua nemesi: l’impossibilità di fare qualcosa per lei a cui tutto è concesso.  un conto è licenziare qualcuno, non muore mica, un altro conto è avere sulla coscienza qualcuno così, anche indirettamente.

spero che queste parole non sembrino lo sfogo di un invasato madonnaro che passa la sua vita sperando di incontrare in idolo così vicino e così lontano. spero si capisca che è la descrizione di un momento catartico in cui ho avuto le conferme che mi aspettavo da quel concerto. ho avuto la conferma che anche lei in fondo ha bisogno di uno sguardo amico, di un fazzoletto, del trucco che non cola, del bagno, di fare la cacca.  e io continuo ad aver bisogno di lei quando solo in camera mi chiedo cosa questa pazza che considero una presenza fissa nella mia vita farebbe se si trovasse nella mia situazione. alle volte ho pensato che certi consigli fossero inappropriati e inattuabili (”come on vogue” cioè… cosa volevi dirmi?), altre volte mi hanno aiutato ad aprire gli occhi su qualcosa che già sapevo, ma che è bene ricordare (”but in the process i forgot that i was special too“).

insomma, quella creaturina così lontana dall’umanità dell’andare a prendere il latte e mettere l’assorbente è in qualche modo l’unico retaggio di amore verso il prossimo che mi rimane. io voglio bene a molte persone, amo anche, ma del prossimo non me ne può proprio fregare un cazzo. non lo conosco il prossimo, chi è?

ecco, per me il prossimo è madonna. quella presenza un po’ vuota che ci sta di fronte ma che percepiamo come eterea e poco reale. e che durante quei pochi minuti si è manifestata in forma umana, forse anche scoreggiando dietro le quinte, forse lamentandosi per un’unghia rotta in macchina, ma pur sempre lì di fronte a me ad offrirsi come segno della sua stessa esistenza. io le ho proprio voluto bene, anche senza “conoscerla”.

anche per questo le ho voluto bene, oltre che per lo splendido concerto che ha montato (certo, niente a che vedere con i fasti del confessions). le canzoni si trovano in giro, lo sapete meglio di me, perciò tra tutto quello che pensavo di lasciarvi qui in coda al post ho scelto un video in cui si vede il sottoscritto, il sig. topy, madonnaccia e tutte le sue espressioni da arzilla vecchina che interagisce col pubblico di milano.

per gli altri update temo che dovrete aspettare il prossimo post, che questo è già molto più lungo del previsto, nel frattempo vi ringrazio tutti per essere arrivati fino a qui e scusate se come al solito non riesco a dare una conclusione decente a ciò che scrivo ;o)

la fatina dell’assenzio

è quello che mi servirà domani.

tra poche ore, alle 9 circa di domattina, cominceranno a sdraiarmi, drogarmi, sedarmi, anestetizzarmi, trapanarmi, estrarmi e ricucirmi. il tutto per un cazzo di dente del giudizio che ha deciso di rompere a ridosso della mia partenza.

serve un piccolo update, lo so. parto dalla bocca:

ho entrambi i denti del giudizio da estrarre, ed entrambi pare abbiano bucato i molari davanti, perciò l’operazione è urgente. come non bastasse uno dei due ha una radice che arriva al piano di sotto e si adagia delicatamente su un nervo. questa complicazione potrebbe darmi insensibilità alla parte sinistra della mascella per mesi se durante l’intervento il nervo venisse danneggiato.

il tutto non può inoltre essere eseguito in uno studio qualsiasi, perciò sarò steso su una poltrona di maxillofacciale in una clinica a bologna. con le dita infilate nei braccioli credo.

soffro terribilmente l’ansia pre-operazione, infatti dopo ogni intervento a cui mi sono sottoposto in anestesia locale sono svenuto poco dopo, nei corridoi dell’ospedale. imparando dagli errori però, ho già preso accordi col mio nuovo dentista preferito, A., supplicandolo di imbottirmi di tranquillanti. mi ha detto che non ci sono problemi a riguardo. l’ho subito amato.

quello che temo di più, oltre alla perdita di sensibilità di parte della bocca (che si sa, è sempre una risorsa…), è di andare in giro col viso sbilenco come gli spettatori di “the ring“:

paura!

cmq da domani avrò più tempo per stare in casa a riprendermi ed evitare il sole. penso che ne approfitterò per postare qualche altro articolo, così ritorno un po’ in su con la media dei post/mese. di 1, tipo… vabbè.

sarà il momento buono per aggiornarvi sulla mia partenza (settembre, c’è ancora tempo), sui concerti di M a milano e udine (come promesso a marcèlo), sulla mia vita affettiva…

tutti temi che interessano solo a me, lo so, ma di che altro posso parlare? se mi viene qualche ispirazione vi rendo partecipi, altrimenti vi fottete, il titolo di questo blog la dice lunga:

sono IO a valere, mica voi!

stefano benni rimane cmq un punto di riferimento. madonna meno.

dove finisco io?

dove inizi tu?

dove diventiamo “noi”?

son curioso di scoprirlo.

sai dove abito, vieni con la voglia di passare la notte abbracciati.

experience has made me bitch

alla fine niente pace.

divorziano. l’ha confermato la cicciobucona.

credo sia un segno. mi dico sempre che quando ho una domanda madonna ha la risposta, e ieri sera ho fatto e mi sono fatto una domanda su quando i miei fantasmi personali sarebbero spariti. lei mi ha risposto divorziando, cazzo.

va bene tutto, ma potevi resistere. io ci credevo nell’amore eterno, e invece niente. è ora di trovare nuove dimensioni.

prendo nota e agisco di conseguenza.

intanto mi preparo al mio personalissimo re-invention tour (che non sarebbe male far uscire in dvd a proposito, grazie!) del prossimo autunno. e nel frattempo gradirei anche laurearmi e trovare l’ammmòre.

a tale fine ho aggiunto sia la madonna che gesù cristo su facebook, non si sa mai.

nel contributo fotografico sua maestà spiega perché è finita: poca ceppa. davvero poca a giudicare dalla smorfia. chissà a chi si rivolgerà ora per soddisfare la sua voglia di ceppa

(invero io ho sempre pensato/sperato/sospettato che guy nascondesse un menhir tra quelle gambazze da burinotto inglese)

memorie di una gessica

estate finita.

è fantastico come le fradite possano adattarsi al nuovo clima.

mi sento un po’ madonna-geisha

not that’s a show!

presto una recensione abbastanza approfondita, per ora beccatevi il momento lacrimuccia della serata.

il coro “eviita, eviita, eviita…” l’ha pure commossa.

le piccole cose che amo di te

concerto non al massimo (per la scaletta e varie altre scelte) ma lei è stata un’ottima padrona di casa.

thank you ;o)

un blog con le ruote

per questo w-end (che allungherò come il sugo), mi son trasferito a roma. mi han parlato di un’artista emergente e volevo andarla a vedere. pare sia un concerto in un palazzetto o simili, ma roba per poche persone… mica grandi numeri eh!

spulciando su youtube ho trovato un video di ’sta sgallettata, filmato durante la sua prima apparizione poco tempo fa.

dicheno che sia promettente. dicheno

poi magari capita quello che è successo con mika: sono andato al concerto (quasi) prima che diventasse famosissimo, e poi… e poi… eh, in effetti è da un po’ che non sento parlare di mika. 

 

tic tac tic tac tic tac…

ore.

ormai si tratta di ore, non più mesi o giorni.

ore.

capito?

_

_

***edit***

qui trovate qualcosa…

come la peperonata

torno.

zombiecon calma ma torno. ho aggiornato un po’ il look. praticamente ho provato temi all’impazzata finché non ne ho trovato uno che supportasse i widget già attivi senza combinare un casino con le colonne, e ho applicato quello che mi sembrava reggere meglio. se vi piace il vecchio tema, fatemelo sapere nei commenti, quell’oscura funzione ignota ai più.

recentemente ci son stati sviluppi nella mia vita, anche se non abbastanza da giustificare la mia assenza qui (che cmq ho spiegato nel post precedente).

mi sono iscritto in palestra (anche se non ci sono ancora stato), ho visitato il salone del mobile e bevuto come un disperato agli eventi del fuorisalone (don’t we all do that?), ho cominciato un corso di fotografia (grazie e m. per la macchina), sono stato all’uscita anticipata di hard candy (prossimamente la recensione) e mi sto preparando a festeggiare una data importante.

chi mi conosce abbastanza bene sa cosa significano le “date importanti” per me, e che livello di stress causano nella mia persona; perdonatemi quindi per gli scleri prossimi venturi, almeno nell’arco di queste 2 settimane. grazie.

domani e dopodomani ho 2 conferenze da interpretare sulla linguistica in spagnolo (il mio interesse verso l’argomento penso sia palese, no?), quindi mollo il blog per poco questa volta e vado a curarmi della mia vita fuori da matrix.

a presto quattrogatti!

un’ora sola

un’ora sola mi vorrei… per dirmi quello che so, e che non voglio dirmi.

perché non è difficile dire le cose, è dirsele. come quando sei un piccolo adolescente in crisi per la tua identità sessuale e non sai se stai sbagliando o se stai facendo la cosa giusta.

i momenti della mia vita in cui ho avuto serie difficoltà sono stati quelli in cui mi dovevo trovare con me stesso, riuscire a sostenere il mio sguardo e dirmi le cose. intendo quegli sguardi innocenti, di chi sa ma non vuole realmente sapere, sentirselo dire. in tutti i sensi, non sto applicando a qualcosa in concreto.

in questi momenti cosa si fa? ci si asseconda? si passa oltre? si guardano film che peggiorano la situazione? si ascolta giorgia? o ci si butta nell’introspezione con elisa? e alanis ha un ruolo in tutto ciò? madonna sicuramente no, è troppo sicura di sé e in questi momenti non ha niente a che vedere con lo stato d’animo… magari più avanti, quando le cose si stanno risolvendo, giusto per la carica che non fa mai male.

che bulimica sentimentale mi sento in questi momenti. di qualsiasi sentimento, senza distinzione; ma giuro che hanno fatto tutto da soli, io passavo e basta…

ciao nòns…

la nòns

stamattina mi sono svegliato alle 7.30 circa.

non succedeva da tempo, ma era per una giusta causa: tornare a casa perché la nòns stava tirando gli ultimi. se qualcuno dei miei cari e affezionati quattrogatti è sensibile, il mio consiglio è di fermarsi qui con la lettura, per i più coraggiosi ecco la verità sui fatti:la nòns (foto sopra) stava male da tempo, era rincoglionita, straparlava, il cuore andava a singhiozzo, e altrettanto faceva il resto del corpo. era tornata bambina ultimamente, sembrava una persona buona, diversamente dalla madre/nonna stronza che è sempre stata. perciò non starò qui a lodarla.

cmq dopo la telefonata di madre e le bestemmie mie e di amaica (svegliati dopo solo 3 ore di sonno) sono andato in stazione e ho preso il treno per tornare a casa. lì sono cominciati i presagi di quello che sarebbe successo alle 12 di stamattina…

a bologna trovo gesùcristo nel sottopassaggio. era un omone alto, capello grigio lunghezza spalle, tunica marrone, gonna da frate, sandali. non sembrava avere freddo, nonostante i -2°, nessun altro dei presenti ne ha notato il passaggio, quindi era dio che voleva darmi un segnale; forse di un’estate imminente, dato il suo abbigliamento. prendo il treno e comincia a nevicare, in stazione poi vengono a prendermi mio fratello e madre, per avvisarmi che mentre gesùcristo mi passava davanti la nòns stava correndo per raggiungerlo. più nòns… più più più più…

sono andato in ospedale, per l’ultimo saluto (che si deve dire? “ciao“? “fammi uno squillo quando arrivi che sennò mi preoccupo“?) ed era lì, morta. è stato strano. per fortuna non avevamo un buon rapporto: avrei pianto molto.

quando sono uscito nevicava. la nòns era molto fans di padrepio, come io lo sono di madonna. aveva promosso la costruzione di una sua statua all’ingresso dell’ospedale e quando ci son passato davanti mi è venuta in mente una cosa:

avete presente quando si dice che la pioggia sono le lacrime degli angeli? mi piace pensare che sia la nòns stia togliendo la forfora dalle spalle di padrepio…

ciao nòns…